mercoledì 29 marzo 2017

X-FILES e la memoria

        Quanti di voi sono stati appassionati di questa serie televisiva?

Tra i miei amici non ricordo nessuno in particolare, eppure X-Files è un vero cult!! Dopo anni lo sto rivedendo ed è sempre molto bello. Su Rai 4 ogni pomeriggio verso le 17.00, anche se mi sembra che abbiano cambiato l'orario, forse comincia più tardi.

        Il programma cominciò ad essere trasmesso negli States nel 1993, qui in Italia nel 1994. Io ero ancora all'Università ed ero una vera maniaca cinematografica, vedevo di tutto, di notte e di giorno!! X-Files lo trasmettevano su Italia1, il sabato, se non ricordo male, in seconda serata




      Come dimenticare quelle serate al buio (per creare l'atmosfera) a guardare storie di mostri, alieni, scarafaggi assassini e licantropi in cui Mulder e Scully si muovevano a loro agio...? A guardarle ora, quelle puntate non sono così terrorizzanti, ma allora l'atmosfera e l'età facevano la differenza ;)))

      Un viaggio negli abissi della mente umana che vale sempre la pena vedere!

martedì 28 marzo 2017

Storia di un corpo di Daniel Pennac

          Daniel Pennac è famoso per aver creato la saga del signor Malaussène, di professione capro espiatorio. Quando mio fratello, forse più di 20 anni fa, portòa casa Il Paradiso degli orchi ci divertimmo tutti come matti!!! Ovviamente seguirono La Fata Carabina e La Prosivendola, ma al quarto libro della saga ero già annoiata e credo di non aver neanche finito di leggerlo.


     Così, di Pennac, non ho più letto nulla. Lui, ovviamente, ha pubblicato ancora, ma io non mi sono più interessata. A parte la fine dell'interesse per Malaussène, a un certo punto non mi ha interessata più Pennac, presumo perché volevo passare ad altro, a un altro stile. Poi l'anno scorso, a fine estate, Feltrinelli fa una promozione interessante (ne ho già parlato qui) e tra i libri che compro c'è anche la Storia di un corpo (2012) di Daniel Pennac.   Ho cominciato a leggerlo qualche giorno fa e fra 20 pagine lo finirò.

      Il libro mi è piaciuto subito! Vediamo di che parla
Un ragazzino di 12 anni vive con la dispotica madre, il fratello immaginario e la tata Violette. Inizia a scrivere il diario per combattere le sue paure, per capire il suo corpo. Così, attraverso gli scontri con la madre, l'affetto per Violette, la debolezza fisica.... cominceremo a conoscere quest'uomo di cui non sapremo mai il nome. Lo vedremo crescere e andare in guerra (la prima guerra mondiale), innamorarsi, creare una famiglia, fare carriera (ma non sapremo mai qual è il suo lavoro) e, a poco a poco, invecchiare. Il tutto descritto attraverso le sensazioni e i cambiamenti del suo corpo. La trovata narrativa è bellissima, lo stile goliardico e "da maschi" . Mi è capitato, infatti, di leggere commenti su questo libro fatti nei vari gruppi Fb e ho

notato che, in generale, alle donne non piace. Perché? Presumo perché in molti punti si parla proprio di funzioni corporali, per giunta spiegate da un uomo, con un'immediatezza tipicamente maschile :DDD Vi risparmio i particolari, DOVETE leggerlo! Detto questo bisogna aggiungere che, a uno stile goliardico e a tratti sboccato, se ne aggiunge uno poetico e struggente. Le sofferenze della vita, i dolori dell'anima e del corpo, la perdita delle persone care, la depressione.

        Molto toccante tutta l'ultima parte sulla vecchiaia, i primi malori seri, il decadimento del corpo, l'incapacità sessuale... la parola è ironica, lo stile drammatico. Credo che, chi dice di non aver apprezzato questo libro, lo faccia proprio perché ci sbatte in faccia la nostra caducità, la nostra pochezza.... Io l'ho trovato meraviglioso proprio per questo.

              Un caro saluto!

sabato 25 marzo 2017

Primavera

       Ero e sono molto entusiasta di questo nuovo blog, ma la primavera incombe, i pollini pure, gli occhi gonfi, li starnuti e le coperte da smantellare!! Gli armadi da svuotare e i vestiti da lavare! ;D




         E dunque, buon inizio Primavera!




       Ci vediamo fra qualche giorno ;)

venerdì 17 marzo 2017

Sostiene Pereira

       Sostiene Pereira è un libro di Antonio Tabucchi del 1994. Vincitore di tanti premi letterari e molto amato dai lettori. Io l'ho letto solo quest'anno e ne sono rimasta delusa. Mi sono chiesta se magari avessi aspettative troppo alte a proposito di questo racconto e ho concluso che non è stato quello il motivo del mio malcontento. E allora, perché questa delusione?

     
        Il signor Pereira è direttore della pagina culturale del Lisboa, conduce una vita indolente e senza aspettative, mangia male ed è grasso. Un giorno conosce un giovane appena laureato, Francesco Monteiro Rossi che gli chiede di scrivere qualche articolo per il giornale, per poter guadagnare qualcosa e Pereira accetta, anche se non pubblicherà mai i suoi articoli (necrologi di grandi uomini) perché hanno un taglio troppo rivoluzionario o sovversivo. Pereira si troverà a lottare tra il coinvolgimento che aumenta sempre più con le idee del giovane (siamo nell'Europa franchista e le cose devono cambiare) e la voglia di condurre gli ultimi anni della sua vita in maniera pacifica, senza immischiarsi in guai alcuni. La lettura è pacata, serena, come lo sono le giornate di Pereira che mangia omelettes, cammina, va al giornale, traduce Balzac... e per questo il libro è piacevole. I capitoli sono di 4, 6 pagine e si leggono subito, si saltella soavemente nel linguaggio erudito di Tabucchi.

        Nonostante ciò, il libro non mi ha convinta. Pur essendo una lettura che consiglio perché credo che possa piacere o meno a seconda dell'umore del lettore, ciò nonostante io ne sono uscita abbastanza annoiata. Sarà che Pereira è un uomo sulla via del tramonto che cerca e ottiene un riscatto dalla vita, sarà che io non ho ancora buttato la spugna e/o le idee della giovinezza... ebbene, questo racconto non mi ha convinta. Se lo leggete o lo avete letto potrete dirmi la vostra.

                               Alla prossima!!

lunedì 13 marzo 2017

il Grande Paese

       Che dire di questo meraviglioso film? Davvero niente, impossibile.

Per chi fosse interessato, qui la trama, fin troppo minuziosa. A me resta solo da dire che questo è un film da vedere e che potrete approfittare del fatto che lo sta trasmettendo Rai Movie a giorni e orari alterni. Su Rai Play non c'è. Gregory Peck vale sempre la pena e pure Charlton Eston, anche lui nel film.


      I temi sono attuali, seppur il film è del 1958!

La forza fisica contro quella morale, gli odii antichi e covati al di là della ragione, il potere che si vuole imporre su tutto e le immagini...che dire delle immagini?

        Davvero un grande Paese :D

sabato 11 marzo 2017

Million Dollar Baby

      Non avevo ancora mai visto questo film del lontano 2004. Sapevo che era bello, sapevo che aveva vinto tanti premi, ma ancora non mi era capitato di soffermarmici (che brutto termine!!)    

      Stamattina era appena cominciato quando, girovagando sui canali tv, mi ci sono imbattuta e ho deciso di guardarlo. Bello, bellissimo, molto più di quanto mi aspettassi. Qui potrete saperne di più se volete indicazioni sulla trama, gli attori, i premi. Io, guardandolo, ho pensato a 2 cose in particolare:





  1. Intanto al rapporto malato che hanno i giovani coi vecchi. L'esperienza, la vita, potrebbero essere tanto di aiuto a chi sta crescendo, a chi deve prendere il suo posto nella società e, molto spesso, gli anziani ce ne privano. Vedere un rapporto in cui una persona adulta insegna qualcosa ad un giovane è sempre un piacere. A ognuno di voi le proprie riflessioni.
  2. E poi questa storia dell'eutanasia, un atto di pietà, non un omicidio. Da ricordare che, se non ci fosse una macchina da staccare, non ci sarebbe neanche il problema. La modernità ha portato con sé questo ulteriore dilemma...
                     Felice serata e alla prossima!

venerdì 10 marzo 2017

Ripper e Dupin

       Ho scoperto Isabel Allende una quindicina di anni fa con Afrodita. Per un'amante della cucina e del bel vivere, leggere quel libro è un'esperienza da fare. Ovviamente la conoscevo già, ma di lei non avevo letto ancora niente. Dopo quel romanzo ne ho letti altri 3 o 4 cioè quelli in cui lei scrive prendendo spunto dalla sua vita, poi niente, avevo esaurito l'interesse per questa scrittrice. Qualche mese
fa, era ancora estate, alla Feltrinelli di Bari, ho visto che proprio l'Universale Economica Feltrinelli, vendeva 2 libri al prezzo di Euro  9.90, un'offerta imperdibile!!! Comprai una decina di libri e, tra questi, anche Il Gioco di Ripper della Allende: ero curiosa di leggere un'altra sua opera! Ebbene, mai scelta fu più infelice!!! Certo, il romanzo è scritto bene, alcune parti sono davvero piacevoli, ma ci sono davvero troppe cose che non vanno. Intanto, molto brevemente la trama: a San Francisco c'è una serie di omicidi su cui indaga l'ispettore Bob Martìn, divorziato da Indiana Jackson. La loro figlia, Amanda Martìn, decide di indagare anche lei con un gruppo di amici di Internet utilizzando il gioco di Ripper. Per prima cosa vi comunico che non ho capito affatto come funziona questo gioco! Non che ne senta il bisogno, in verità...In secondo luogo vi dico che, in questo romanzo, Isabel Allende ha messo davvero troppa carne al fuoco. Evidentemente strutturare il giallo non le bastava e ci ha infilato gli amori complessi, il Vietnam e il peso che ne sentono ancora gli americani, la magia, i personaggi strani, i problemi degli adolescenti, i drammi dei divorziati, con qualche reminiscenza di Psycho in un personaggio che a volte è uomo a volte è donna. Tutto ciò a discapito di un intrigo poliziesco davvero banale, insomma, capirete subito chi è l'assassino ma sarete costretti  a leggere ancora per poter finire il libro :D In casi di libri come questo si parla di letture non impegnative, leggere...  ebbene, a me queste letture non piacciono. Se voglio una lettura leggera leggo Topolino, così posso anche ridere molto.
          Mentre leggevo Ripper mi venivano in mente Ellery Queen e Conan Doyle, i piccoli indiani e Perry Mason e davvero era impossibile non fare paragoni! Ma soprattutto ho ripensato al genio di Allan Poe, alla creazione di Dupin e alla sua capacità analitica. Ho letto
 Le tre inchieste di Dupin da ragazzina, nell'edizione che vedete in foto... credo che fossero gli albori di Feltrinelli. Questi 3 racconti vennero pubblicati estrapolandoli dai tanti racconti di Poe e, in origine, erano stati pubblicati sul Graham Magazine di Philadelphia a partire dall'Aprile 1841. Nei racconti di Poe ci sono già tutti gli elementi che ritroveremo in seguito nei libri polizieschi: il detective dilettante geniale e un po' artista, il poliziotto che non riesce a raccapezzarsi con l'enigma, l'aiutante fidato (vedi Watson in Conan Doyle)... Ebbene, in tanti hanno seguito gli insegnamenti di E. A. Poe in maniera geniale, la Allende decisamente no. Il giallo non è il suo genere e spero che non ne scriva più. Se vorrete leggere questo suo romanzo vi troverete comunque di fronte a una lettura scorrevole e di mestiere, non penserete di aver buttato dei soldi!!!! Ma se siete amanti dei thriller, evitate di farlo.

        Se volete leggere qualcosa di Isabel Allende, vi consiglio questi libri, che sono quelli che io ho letto e che mi sono piaciuti :D

Il piano Infinito (già meno bello)
E poi Il mondo di Isabel Allende, un'intervista con la scrittrice fatta da Celia Correas Zapata e pubblicata nel 1998.

          Fate buone letture!!!!!!!


mercoledì 8 marzo 2017

Un film pensando all' 8 Marzo. Water

Mhhhh.... non ho mai pubblicato niente a proposito della festa delle Donne. Decisamente non mi piace parlarne e non mi piace sentire i commenti femminili. Oggi però voglio ri-pubblicare un post già presente nell'altro blog, a proposito del film Water, in cui si parla di un problema molto serio, il fatto cioè che bambine ancora molto piccole possano restare vedove e di quale triste fine le attenda. Non mi sento di commentare, solo di invitarvi a riflettere, che magari l'8 Marzo serve proprio a quello.
Immagine presa dal web


Guardando Water

 L'altra sera ho visto questo film  bellissimo e struggente.Siamo in India, nel 1938, e la piccola Civia (questa la pronuncia, non so come si scriva), a soli 8 anni, resta vedova e viene rinchiusa in un ashram insieme ad altre vedove di tutte le età e condizioni, giovani, anziane, pazze....
        Il film racconta la vita dentro e fuori la casa delle vedove, i dolori, lo strazio, gli amori, la fede.
I temi di riflessione sono molti, a partire dal restare vedova a 8 anni, ma a me viene in mente un discorso più generale

        Ci troviamo per l'ennesima volta di fronte alla mortificazione del corpo femminile e della femminilità. Le vedove sono impure e non possono toccare alcuno.

       Nel corso dei secoli e dei millenni la femminilità, il potere seducente delle donne, è stato svilito  e umiliato. Pensavo a come la capacità di far perder la testa , di allontanare l'uomo dalla ragione, sia stata mortificata e intrappolata nella donna per bene.





          Via libera, invece, alla seduzione, nel corpo di prostitute e intrattenitrici. Anche quello un mondo chiuso, la necessità maschile di intrappolare quello che non riesce a controllare. Un modo, per l'uomo, di dominare le sue emozioni attraverso il controllo della donna e del suo essere.

         E pensavo, infine, a quanto, col tempo, le cose non siano mica tanto migliorate!
Onorati padri di famiglia che, appena mettono i figli a letto, corrono dall'amante di turno, quella che gli dà sicurezza, quella che è arrivata dall'Est e che, bisognosa di tutto, si fa serva per la casa e per il cibo che le è stato procurato. Quella che incarna la femminilità negata a tua moglie, bella e accondiscendente perchè ha solo da guadagnare.

         La situazione sembra la stessa, ma è cambiata la prospettiva: le serve di oggi lo diventano volontariamente, il potere è nelle loro mani perchè hanno bisogno e bisogna aiutarle. Da reiette a regine. Anni e anni di lotte per elevare la dignità della donna, buttati al vento da chi questa dignità non la vuole perchè scomoda, e da ometti che hanno bisogno di serve per sentirsi grandi.

         Ecco, pensavo a questo mentre guardavo il film.

martedì 7 marzo 2017

L'Idiota di Fedor Dostoevskij


Qualche giorno fa leggevo su Amazon un commento a proposito di un libro dell' 800, non ricordo quale... si trattava di un capolavoro, di un classico, di uno di quei libri che vanno assolutamente letti! Il commento era molto bello e diceva più o meno che quel libro risentiva del tempo passato (come tutti i classici)
e che bisognerebbe provare a dire le stesse cose ai contemporanei con linguaggio moderno. Sono d'accordo con quest'affermazione e si addice particolarmente a quest'opera di Dostoevskij. Sin dalle prime pagine ci si rende conto di quanti secoli ci separino dall'autore e di come la vita e le persone siano profondamente cambiate.
             Il principe Myskin viaggia in treno e sta tornando in Russia dalla Svizzera. E' stato lì diversi anni per essere curato dall'idiotismo e dall'epilessia. Incontra Rogozin (che diverrà una specie di rivale in amore) e Lebedev, uomo viscido e pettegolo. Il principe non ha un soldo e si sta recando da alcuni suoi lontani parenti per avere aiuto, per cercare lavoro. Già solo questo può spiazzare il lettore moderno! Un principe senza soldi, i dialoghi surreali, un uomo semplicemente buono (e lo si capisce subito) curato per idiota....
 La storia va avanti, si arriva a Pietroburgo: le vite dei personaggi già incontrati si incroceranno a quelle di altri. Il romanzo proseguirà passando per i loro incontri, le loro liti, i loro amori. DEcisamente mi fermo qui per quanto riguarda la trama, per lasciare a voi il piacere della lettura, ma voglio soffermarmi sulle mie impressioni. A una prima lettura questo romanzo sembra il trionfo dell'assurdo! Il comportamento di tutti i personaggi è a dir poco strampalato; la manifestazione dei propri sentimenti rasenta l'esibizionismo, i pensieri sono urlati, le liti portate in piazza.questa cosa può scombussolare, in realtà sembra di essere a teatro, un teatro dove tutto è urlato per permettere alla platea di sentire. Un teatro dell' 800, però. Se leggerete questo romanzo vi consiglio di accogliere tali stranezze con un sorriso e andare avanti perché vi imbatterete in altre pagine, questa volta lucide e commoventi, in cui Dostoevskij anticipa la storia che verrà.
Anticipa Freud su molti temi e la stessa teatralità dei dialoghi sembra dar voce all'inconscio. Descrive il sogno e i suoi misteri con un'arguzia di cui ancor oggi gli studiosi della mente si meravigliano, come ci dice Laura Salmon, traduttrice e curatrice del libro (edizione BUR). Per non parlare di alcune pagine in cui lo scrittore descrive gli attacchi epilettici del principe Myskin e della percezione che ne aveva quando stavano per manifestarsi, di come il suo comportamento cambiasse... Pare che ancor'oggi i neuroscienziati facciano riferimento a tali pagine per capire il mistero di questa malattia.
          Decisamente mi fermo qui. L'opera è talmente potente da necessitare della lettura di trattati veri e propri per essere compresa, per entrare nello spirito del tempo (cosa che sto facendo ma con cui non voglio tediarvi), di certo non del parere di una lettrice appassionata che esprime poche opinioni. In questa sede volevo solo segnalarvi che L'Idiota è un libro che merita di essere letto, merita che gli diate una possibilità, soprattutto se vi piacciono le sfide!

NOTE: gli accenti per i nomi russi sono sbagliati o non ci sono perché non riesco a scovarli sulla tastiera. Alla prossima-!



sabato 4 marzo 2017

Ghost Academy

          Ieri mattina mi sono imbattuta in questo divertente  film trasmesso da Rai Movie.
Vi sono raccontate le esilaranti avventure di Modesto, un professore di letteratura che, sin da ragazzo, è tormentato dal fatto di vedere i fantasmi. Finalmente approda in una scuola dove i fantasmi ci sono davvero, 5 adolescenti morti in un incendio avvenuto nella stessa scuola 25 anni prima. Compito del professore sarà quello di aiutare i ragazzi a passare a miglior vita.







        Il film è molto divertente, con effetti speciali efficaci ma non esagerati ;) Inoltre ho trovato esilaranti i siparietti dallo psichiatra, dove il protagonista si reca per essere curato e trovare anche lì un fantasma, il padre dello psichiatra morto suicida.

       Il film è spagnolo, del 2012, e ha vinto diversi premi per il genere.
Quello che vedete sopra è un estratto del film perché non riesco a caricare da you tube il trailer. Questo è il link. Inoltre su you tube c'è il film completo ;)

Buona visione!

L'Umiltà del Male

       Nel precedente post vi parlavo di Stephen King e del suo libro L'Ombra dello Scorpione. Riprendo il discorso da lì per parlarvi di un altro libro. Ma ricominciamo!

       Un punto che ho trovato molto interessante nel libro di King e che vorrei sottolineare riguarda la descrizione dei personaggi che seguono la via del Male. Sono malvagi? Non direi proprio.

Sono gli emarginati, gli esclusi, quelli vissuti all'ombra di qualcun altro e che cercano un ruolo nella loro vita e nella società. Randal Flagg li accoglie, li nutre e li lega a sé. Poiché sono stati accettati, essi gli obbediscono, lo rispettano ed eseguono i suoi ordini, pur temendolo per primi. A questo proposito, mentre leggevo, mi venivano alla mente infinite riflessioni, in particolare ho ricordato un libro letto qualche anno fa, L'Umiltà del Male, di Franco Cassano, docente di Sociologia all'Università di Bari. In questo testo breve, conciso ed efficace, si porta avanti una tesi molto interessante. Cito dal prologo: ".... questo vantaggio (del male sul bene) dipende in primo luogo dalla sua umiltà, da un'antica confidenza con la fragilità dell'uomo, che gli permette di usarla ai propri fini. Del resto, chi lavora sulle tentazioni, non può non conoscere le nostre debolezze. Il bene, invece, è così preso dall'ansia di raggiungere le sue vette, che spesso finisce per voltare le spalle all'imperfezione dell'uomo, lasciandola tutta nelle mani delle strategie del male". 

        Per dimostrare questa tesi, il professor Cassano prende le mosse dalla Leggenda del grande Inquisitore, presente nei Fratelli Karamazov di Dostoevskij. Siamo nella Siviglia del XVI secolo, in una piazza in cui, il giorno prima, erano stati bruciati 300 eretici.
La folla che cammina nella piazza attende la venuta di Cristo e, vista la drammaticità del periodo storico, Gesù compare effettivamente fra loro.
La folla è felice, gli si accalca intorno, ma il Grande Inquisitore lo fa arrestare. Non sto ora a spiegarvi i particolari dell'analisi del professor Cassano, Ma il senso del discorso dell'Inquisitore è che Cristo viene rimproverato di aver preteso dall'uomo un comportamento troppo perfetto che però non si confà alla natura dello stesso. La Chiesa Invece, che lui rappresenta e che ha ben compreso quanto sia difficile per gli uomini seguire i dettami divini, è più tollerante, perdona e sorvola sulla debolezza etica della maggioranza degli uomini. Il discorso procede verso il concetto di libertà, quella che Dio ha dato agli uomini e che loro non sono capaci di gestire, poiché, tranne pochi eletti, hanno bisogno di essere guidati. Cristo ha sbagliato, dice l'Inquisitore, perché ha dato agli uomini una fede libera giudicandoli in maniera troppo alta.

        Spero che concordiate con me nel dire che le premesse di questo libro sono molto interessanti, quindi non vi svelo le ulteriori argomentazioni di Cassano che passa ad analizzare anche Primo Levi e certa critica letteraria sempre a proposito dell'Inquisitore, né tanto meno di Dostoevskij perché I Fratelli Karamazov è un libro che va letto.

           Un caro saluto a chiunque passi di qui.  

mercoledì 1 marzo 2017

L'Ombra dello Scorpione di Stephen King

        Diamo inizio a questo blog pubblicando un post già presente qui, ma che starebbe meglio da questa parte... e infatti eccolo :)

Ultimamente sto più leggendo che cucinando... ma molto di più!!! Sono almeno 3 anni che dico che sul Blog devo parlare un po' di libri, ma poi ci rinuncio. Ogni tanto ho menzionato un film, un fumetto, ma libri pochi. E' una cosa decisamente più impegnativa da fare... sarà quello?! Ma con l'anno nuovo mi sono riproposta di farlo, perchè ne sento il DOVERE. Troppe cose ci scivolano addosso, troppo spesso ci lasciamo trascinare dal quotidiano e, sempre più, viviamo nella banalità. Nel nostro piccolo dovremmo, invece, fermare i momenti importanti, allontanarci dalle brutture e concentrarci sull'intelligenza, sul bello. Dovremmo non va bene, Dobbiamo farlo, semplicemente...
In un mondo alla deriva dove si stanno perdendo tutti i saperi in nome della così detta normalità dell'essere (esistenza), dobbiamo imporci di esaltare il bello, o anche il brutto, o almeno discuterne, magari non da professionisti, ma farlo, per essere migliori, per metterci in relazione con chi ha i nostri stessi interessi! Per lo stesso motivo, da qualche anno, ho ripreso a ricamare. Sono sempre di meno le persone che lo fanno e anche quella è una cosa di cui si sta perdendo la conoscenza. Non va bene. Abbiamo il dovere di preservare la conoscenza in qualunque ambito.


Detto ciò, ho deciso di scrivere alcune cose su L'ombra dello Scorpione, non una recensione (chi sono io per farla?), solo le mie impressioni. E il primo libro letto nel 2017, spero che porti bene :D
Quest'opera è stata scritta dal Re nel 1978 ed è il suo quarto libro. Nell' 1987, Editore e Autore decisero di ripubblicare questo scritto così così come era stato concepito originariamente, cioè con circa 400 pagine in più!! Ed è questa l'edizione che letto io, pubblicata da Bompiani.
La traduzione non è felicisima soprattutto sui congiuntivi, ma si può sorvolare su questo problema visto che, su 926pagine, se anche ci sono 5 o 6 errori piuttosto gravi, tutto sommato non si fanno sentire. Un'altra nota: un commentatore, su Amazon, scrive che i caratteri sono troppo piccoli... lo segnalo... A me la lettura non ha infastidito, ma mi rendo conto che c'è chi ha problemi di vista e volevo far presente questo particolare.

Detto ciò, la trama è piuttosto semplice e catastrofica: un virus creato in laboratorio distrugge la popolazione mondiale (si presume) di certo quella americana, ma c'è chi sopravvive in quanto immune. Questi sopravvissuti cominciano a fare dei sogni in cui compaiono 2 personaggi: Mother Abagail, in diretto contatto con Dio (si, proprio lui!!!) dalla quale si recheranno i buoni; e Randall Flagg, incarnazione del Male e calamita per malvagi e derelitti... soprattutto derelitti. Nella prima parte del romanzo sono presentati i personaggi, la loro vita, cosa facevano, cosa gli succede al momento dell'epidemia, come reagiscono alla perdita dei loro congiunti... Poi cominciano a muoversi, a spostarsi, a incontrarsi e a dirigersi, seguendo i sogni, verso Mother Abagail o Randall Flagg. Questa parte è molto bella e ben scrittale caratterizzazioni dei personaggi rasentano la maniacalità ma, sapendo che avevo in mano un libro di quasi 1000 pagine ero tranquilla perchè era certo che qualche parola di troppo doveva pur esserci!. Nella seconda parte del racconto si formano le 2 comunità ed èchiaro che i così detti cattivi hanno intenzioni bellicose, perciò si arriverà ad uno scontro. Non vi sto a dire come si evolve la storia, ma è una lettura che consiglio, anche perchè in certe opere non è importante la trama ma il percorso letterario ;)
Ora voglio sottolineare alcuni aspetti di questo libro, negativi e positivi, ma è sempre un fatto di gusti:
  1. Le lungaggini ci sono. Io non le ho vissute male, insomma!! Il libro è enorme, non potevano essere tutti colpi di scena! Ma a tratti le parti semi-inutili si fanno sentire.
  2. Lo scontro tra bene e male poteva essere più generico, più metaforico... in realtà il dio di cui si parla è quello della tradizione occidentale e Flagg é l'incarnazione di Satana. Anche un po' forzoso il fatto che i 2 gruppi debbano pervenire necessariamente ad uno scontro.
  3. Un punto decisamente a favore è la cultura di Kinh!!In un racconto popolare come questo, per quanto articolato nella narrazione di luoghi, fatti e personaggi, é facile imbattersi in citazioni colte, nozioni non comuni ai più e descrizioni di fatti scientifici e sociali piuttosto complessi. Grandi lodi davvero!!

Potrei soffermarmi a prendere in considerazione qualche altro punto, in realtà non ne vale la pena. Il libro è bello, si legge volentieri ed è il caso di incamminarsi in questa avventura.



Un classico moderno, decisamente......

L'Inizio

      Comincio questa avventura dopo essermi resa conto che l’altro blog  mi stava un po’ stretto.Oltre a parlare di cucina cominciavo a divagare un po’ troppo su altri argomenti e così ho deciso di racchiudere gli altri miei interessi in questo nuovo blog. Parlerò soprattutto di libri, di cinema e film e magari divagherò in altri settori. Questo perché non sono esperta in niente e ho solo voglia di scrivere le mie impressioni sulle cose che mi piacciono o meno, sui sentimenti che mi hanno suscitato… Questo blog sarà davvero il mio diario, il suo contenuto sarà quasi certamente banale, ma io al momento ho bisogno di sciocchezze 😀


         Un saluto a chiunque passerà da qui!